La Mozzarella senza Lattosio

Libera è il prodotto ideale per chi soffre di intolleranza al lattosio, ma non vuole rinunciare ai piaceri della tavola. Questo non significa che sia una mozzarella di ripiego per chi ha problemi digestivi: l’appassionato di mozzarella, chi sa riconoscere la qualità della tradizione casearia italiana applicata ai latticini freschi, riconoscerà gusti che non assaporava da tempo. I casari esperti di Libera hanno lavorato a lungo per trovare un metodo in grado di restituire alla mozzarella fresca tutto il valore che possedeva prima che le normative imponessero tutta una serie di artifici tecnologici. Ci riferiamo all’introduzione della pastorizzazione che porta il latte ad una temperatura di circa 65 °C per eliminare eventuali batteri patogeni ma che, contemporaneamente, agisce anche sui fermenti del latte che devono essere aggiunti dopo il trattamento termico.

Questo sistema di garanzia rischia di alterare il prodotto da un punto di vista organolettico. Nei formaggi più stagionati che acquisiscono sapori più decisi col tempo, il problema è meno percepibile ma, nella mozzarella, formaggio freschissimo per eccellenza, si tratta di trovare modalità per assicurarsi che il sapore del latte venga protetto durante la lavorazione.

I casari di Libera hanno fatto un ottimo lavoro, durato anni. Altri hanno e stanno immettendo sul mercato dei prodotti senza lattosio ma la differenza è evidente. Fatela provare ai bambini e vedrete che al loro palato ultrasensibile non sfuggirà la differenza.

Le mozzarelle senza lattosio e i formaggi senza lattosio prodotti da “Libera”, consentono quindi anche agli intolleranti, ma non solo a loro, di assaporare i piatti della nostra tradizione, preservando la propria salute.

Da oggi anche gli intolleranti al lattosio potranno mangiare pizza senza lattosio, lasagne senza lattosio, caprese senza lattosio, burrata senza lattosio, burro senza lattosio, ricotta senza lattosio, scamorze senza lattosio…

 

Il Lattosio è uno zucchero

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E’ presente in tutti i tipi di latte. E’ l’unione di due zuccheri semplici il Galattosio e il Glucosio. Questi due zuccheri singolarmente non danno intolleranza essendo facilmente digeribili. Il Lattosio, unione dei due, provoca in taluni casi intolleranza.

Gli intolleranti al Lattosio non dispongono di quantità sufficienti dell’enzima “lattasi”. Questo enzima, che si trova a livello della superficie delle cellule che rivestono l’intestino, è la macchina in grado di dividere in due la molecola di Lattosio producendo Galattosio e Glucosio. Questo “lavoro” permette la successiva digestione “facilitata”. I neonati ed i bambini piccoli possiedono l’enzima lattasi che scinde il Lattosio in Glucosio e Galattosio.

Crescendo, gli enzimi in talune popolazioni diminuiscono e insorgel’intolleranza al Lattosio: Svedesi 2%, Europei 4%, Italiani 40%, Messicani 71%, Arabi 80%, Africani 75%, Cinesi 93%, Eschimesi 88%.

L’enzima lattasi, la macchina per digerire il Lattosio, inizia a diminuire la propria attività attorno ai 2 anni di vita, con una riduzione progressiva geneticamente programmata, ma i sintomi di intolleranza al Lattosio raramente si sviluppano prima dei 6 anni.

Il Lattosio non digerito rimane nell’intestino e fermenta, provocando disturbi gastrointestinali quali flatulenza, meteorismo, crampi e diarrea.

I dolori addominali e la diarrea compaiono poco dopo aver mangiato cibi contenenti Lattosio. I sintomi sono più o meno evidenti a seconda della quantità di Lattosio che ogni individuo riesce a tollerare.

Mozzarella, mozzarella di bufala, burrata, burro, ricotta, cacioricotta e le scamorze Libera sono nati per permettere, a bambini ed adulti intolleranti al Lattosio, di beneficiare di alimenti che contengono tanto calcio e altri nutrienti importanti.